Packaging sostenibile: cosa cambia con il nuovo regolamento europeo
In breve
Il Regolamento europeo sugli imballaggi (UE 2025/40, detto PPWR) si applica dal 12 agosto 2026. Prevede, tra le altre cose, imballaggi ridotti al minimo, un'etichetta europea uguale per tutti dal 2028, e dal 2030 imballaggi tutti riciclabili e un limite del 50% di spazio vuoto per le spedizioni. Per chi stampa scatole, astucci ed etichette conviene progettare fin da ora con meno materiali e più semplici da separare.
Scatole, astucci, sacchetti ed etichette stanno cambiando, e non solo per moda. L’Unione europea ha approvato il Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (Regolamento UE 2025/40, in inglese PPWR). È un regolamento, non una direttiva: vale allo stesso modo in tutti i Paesi, senza bisogno di leggi nazionali. Questa guida riassume cosa cambia per chi fa stampare packaging, in modo semplice. Per gli obblighi precisi del tuo prodotto fai sempre riferimento al testo ufficiale e alle indicazioni del CONAI.
Le date principali
| Data | Cosa succede |
|---|---|
| 22 gennaio 2025 | Il regolamento viene pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea |
| 11 febbraio 2025 | Entra in vigore |
| 12 agosto 2026 | Inizia ad applicarsi: tra le prime regole, la riduzione al minimo degli imballaggi e i limiti alle sostanze come i PFAS negli imballaggi per alimenti |
| Dal 2028 | È prevista un’etichetta armonizzata europea che indica il materiale e come smaltire l’imballaggio; i dettagli dipendono da atti della Commissione |
| Dal 2030 | Gli imballaggi devono essere riciclabili secondo classi di prestazione; spazio vuoto massimo del 50% negli imballaggi multipli, da trasporto e per l’e-commerce; obiettivi di contenuto riciclato per la plastica |
Meno imballaggio, meno vuoto
Il principio è semplice: l’imballaggio deve avere il peso e il volume minimi necessari a proteggere il prodotto. Doppi fondi, pareti spesse solo per sembrare più grandi e scatole enormi per oggetti piccoli diventano un problema. Per le spedizioni e i pacchi multipli, dal 2030 lo spazio vuoto non dovrà superare il 50%. Per chi vende online significa scatole su misura o in più formati, invece di una sola scatola grande per tutto.
Riciclabile davvero
Dal 2030 gli imballaggi dovranno essere progettati per il riciclo e rientrare in classi di prestazione (A, B o C, dalla più alla meno riciclabile). Gli imballaggi che non raggiungono la classe minima non potranno più essere venduti. I criteri esatti sono in via di definizione, ma la direzione per chi progetta packaging stampato è già chiara:
- Preferisci un solo materiale (monomateriale): una scatola tutta in carta e cartone si ricicla meglio di una che unisce carta, plastica e metallo.
- Valuta le finiture: plastificazioni, lamine e vernici molto coprenti possono rendere più difficile il riciclo della carta. Spesso esistono alternative, come vernici a base acqua o carte con effetto tattile naturale.
- Rendi separabili i componenti: se ci sono una finestra in plastica o un inserto in un altro materiale, devono potersi staccare facilmente.
- Scegli adesivi ed etichette compatibili: etichette e colle che non disturbano il riciclo del contenitore su cui sono applicate.
L’etichetta ambientale: oggi in Italia, domani in Europa
In Italia dal 1° gennaio 2023 gli imballaggi devono già avere l’etichetta ambientale prevista dal D.Lgs. 116/2020: codice del materiale e indicazioni su come conferirlo nella raccolta differenziata. Il PPWR introdurrà un’etichetta armonizzata europea, con simboli uguali in tutti i Paesi. Quando prepari il file di una scatola o di un’etichetta, prevedi fin da subito uno spazio per queste informazioni: aggiungerle all’ultimo momento rovina l’impaginazione.
Cosa può fare oggi chi ordina packaging
- Chiedi alla tipografia o al cartotecnico carte e cartoni certificati (ad esempio FSC o PEFC) e con contenuto riciclato.
- Fai progettare la scatola sulle misure reali del prodotto, senza spazio sprecato.
- Valuta se la plastificazione serve davvero o se una carta più resistente fa lo stesso lavoro.
- Riduci gli elementi accessori: nastri, inserti in plastica, riempitivi.
- Tieni un registro di materiali e fornitori: con il regolamento cresce la documentazione richiesta a chi mette in commercio imballaggi.
Per chi parte da piccole quantità, la guida al packaging personalizzato per piccole aziende spiega formati, materiali e costi.
Una nota importante
Il regolamento è lungo e molti dettagli tecnici dipendono da atti che la Commissione europea sta ancora adottando: alcune date e regole possono essere precisate nei prossimi anni. Questa guida è un orientamento, non una consulenza legale. Per il tuo caso specifico rivolgiti al CONAI, alla tua associazione di categoria o a un consulente ambientale.
Domande frequenti
Il regolamento vale anche per le piccole aziende?
Il regolamento vale per tutti gli imballaggi immessi sul mercato europeo. Alcuni obblighi prevedono esenzioni o tempi diversi per le microimprese: verifica il tuo caso con la tua associazione di categoria o con il CONAI.
In Italia c'è già un'etichetta ambientale obbligatoria?
Sì. Dal 1° gennaio 2023 gli imballaggi immessi sul mercato italiano devono riportare l'etichetta ambientale prevista dal D.Lgs. 116/2020, con il materiale e le indicazioni per la raccolta. Con il PPWR arriverà un'etichetta armonizzata europea.
Una scatola in carta è sempre sostenibile?
Non sempre. Conta anche quanto materiale usi, se l'imballaggio è sovradimensionato e se carta e plastica si separano facilmente. Una scatola di cartone plastificata e con finestra in plastica incollata può essere più difficile da riciclare di quanto sembri.
Fonti
- Assolombarda – Un nuovo quadro europeo per imballaggi più sostenibili (PPWR)
- Agenda Digitale – Regolamento UE sul packaging sostenibile: gli obblighi in arrivo
- Packaging Gateway – EU sets 50% empty space cap for e-commerce packaging
- Camera di Commercio di Firenze – Etichettatura ambientale degli imballaggi (D.Lgs. 116/2020)
Leggi anche
Packaging tutto diverso: la stampa a dati variabili che rende unica ogni confezione
Con la stampa digitale ogni confezione o etichetta può essere diversa dalla precedente: un nome, un numero, una grafica generata da un…
Packaging connesso: QR code, NFC e il codice a barre che cambia
Le confezioni stanno diventando un collegamento al mondo digitale. Il QR code porta a istruzioni, ricette, video e informazioni ambientali; con il…